Descrizione
Quest’opera di Paolo Grimaldi è un esempio emblematico dei suoi “Borghi Onirici”, composizioni architettoniche dove la realtà di borghi medievali si fonde con la dimensione del sogno e della memoria. L’artista utilizza una raffinata tecnica mista su tavola, frutto di una personale rielaborazione delle tradizioni del Trecento e Quattrocento. La tavola è preparata con un impasto di polvere di marmo, stucco e colla, creando una superficie vibrante e materica che ricorda la consistenza degli antichi affreschi. L’uso della foglia d’oro e d’argento in ampie porzioni della composizione non ha solo funzione decorativa, ma serve a trasfigurare il soggetto in una dimensione di “mistica contemplazione”.
L’opera presenta una serie di edifici stilizzati che sfidano le leggi della prospettiva tradizionale, creando un’atmosfera neo-metafisica. Le torri decorate con fasce di colore (come il giallo e il rosa) richiamano il gusto decorativo dei grandi maestri del passato come il Pinturicchio, Giotto e Piero della Francesca, punti di riferimento costanti per l’artista. La presenza della lettera “R”, isolata su una facciata, nasconde un senso più profondo e tuttavia indecifrabile, inserendo l’opera nel ciclo dei “rebus” di Grimaldi, invitando l’osservatore a un gioco intellettuale di interpretazione. In questo lavoro, Grimaldi riesce a superare l’aspetto puramente architettonico per accogliere visioni interiori. L’opera diventa un oggetto meditativo: il rigore delle forme geometriche è ammorbidito dalla luminosità della foglia d’oro, trasformando il borgo in un luogo dell’anima, protetto e senza tempo.







