Descrizione
Questa tela si distingue per una composizione pulita ed equilibrata, dove ogni elemento è studiato per dialogare con la luce e lo spazio. In primo piano troviamo un vaso contenente dei narcisi gialli, i cui petali sembrano quasi emanare una luce propria. Accanto ad essi, sulla sinistra, è raffigurato un peluche che introduce una nota di tenerezza e memoria infantile. Alcune biglie colorate sparse sul piano d’appoggio completano la scena, aggiungendo dinamismo e un richiamo al gioco.
La luce è diffusa e zenitale, eliminando ombre troppo nette e contribuendo a quell’atmosfera di “paesaggio dell’anima” tipica di Romani. Interessante è l’uso di segni grafici orizzontali e verticali che sembrano “graffiare” la superficie pittorica, creando un effetto di vibrazione che sottrae gli oggetti alla loro staticità. L’artista utilizza una tecnica caratterizzata da una stesura materica, ma al contempo delicata, capace di rendere con estrema precisione sia la trasparenza del vetro che la morbidezza del peluche.
L’accostamento tra i fiori freschi e gli oggetti dell’infanzia suggerisce una riflessione sul tempo e sulla purezza. Come in molte sue opere, gli oggetti vengono “defunzionalizzati” per diventare simboli di una sacralità laica, quasi delle divinità domestiche che proteggono il ricordo e la bellezza del creato. L’opera si configura quindi come un “rifugio” visivo, un luogo dove la mente può riposare e ritrovare un senso di armonia universale.







