Descrizione
Quest’opera di Paolo Grimaldi è una sintesi emblematica della sua poetica neo-metafisica, in cui il borgo medievale viene trasfigurato in una visione cosmica e atemporale. L’artista utilizza un supporto ligneo preparato con impasti di polvere di marmo e gesso, creando una texture che rimanda agli affreschi del Rinascimento umbro. L’imponente raggio luminoso centrale che culmina in un disco dorato è realizzato con foglia d’oro, seguendo le tecniche di doratura del Trecento. Questo elemento funge da “sole spirituale”, illuminando la scena di una luce soprannaturale. La tavolozza gioca su contrasti delicati, ma decisi: i toni pastello degli edifici si stagliano contro un cielo notturno profondo e trapuntato di stelle, creando un equilibrio tra calore terrestre e freddezza astrale.
Le Torri “Sospese” svettano su nuvole e formazioni materiche, sfidando la gravità. Questa verticalità suggerisce un’ascensione verso l’alto, un cammino spirituale che unisce il borgo (l’uomo) al cielo (il divino). Il cielo notturno con le costellazioni stilizzate e le montagne aguzze sullo sfondo richiamano le atmosfere di Giotto e Piero della Francesca, reinterpretate in chiave onirica.
In questo lavoro, Grimaldi riesce a creare un “paesaggio dell’anima”. Non è la descrizione di un luogo reale, ma una meditazione sul silenzio e sul sacro. La struttura circolare dell’oro centrale e la disposizione armonica degli edifici comunicano un senso di protezione e perfezione geometrica, trasformando il quadro in un oggetto quasi votivo o meditativo.







