Descrizione
L’artista utilizza una tecnica mista molto elaborata, frutto di una profonda ricerca sui materiali antichi. Grimaldi prepara le tavole con un impasto di gesso e polvere di marmo, che conferisce all’opera una consistenza quasi scultorea e una qualità tattile tipica degli affreschi rinascimentali. L’applicazione della foglia d’oro in alcune sezioni è un richiamo diretto alla doratura in uso nel Trecento che dona preziosità e una luce spirituale alla scena. Il borgo è rappresentato attraverso forme geometriche pulite, con una torre centrale a strisce colorate che richiama il gusto decorativo di maestri come il Pinturicchio. L’opera non descrive un luogo reale, ma un “paesaggio della memoria”, dove le architetture stilizzate si stagliano contro un mare stilizzato con onde ritmiche. Questo contrasto tra la solidità della torre e la fluidità dell’acqua crea un’atmosfera di tempo sospeso. Il piccolo albero solitario in cima alla costruzione e le ombre lunghe e sottili evocano il silenzio e la solitudine tipici della pittura metafisica. Le forme appuntite si alternano a profili curvi e morbidi, creando un equilibrio visivo che invita alla contemplazione silenziosa. In quest’opera, Grimaldi riesce a “restaurare l’anima” dell’osservatore trasportandolo in una dimensione dove l’antico e il moderno convivono. L’opera è un invito a guardare oltre la superficie, cercando un significato che risiede nel silenzio contemplativo della composizione.







