Descrizione
Il dipinto, contenuto nella mostra “Procopio illustra il mito” (Ascoli Piceno, 2024) mette in scena il momento del fatidico incontro tra i due protagonisti: A sinistra, Narciso è raffigurato con un lungo collo e lo sguardo perso, mentre protende una mano verso l’acqua, simboleggiando la sua ossessione per la propria immagine riflessa. A destra, la ninfa Eco lo osserva con un’espressione carica di desiderio e malinconia, con il volto inclinato e tratti spigolosi tipici dell’artista. L’acqua in primo piano, elemento costante nella produzione di Procopio, è popolata da tre piccoli crostacei rossi. Questi animali non sono semplici decorazioni, ma diventano simboli e racconti a sé stanti che animano l’universo narrativo della tela. La tavolozza è vibrante, con forti contrasti tra il giallo intenso dello sfondo “trapuntato”, il blu dei capelli di Eco e il rosso della veste di Narciso. Questa vivacità cromatica accentua l’aspetto ludico e surreale della composizione.
In “Narciso ed Eco”, il mito cessa di essere un racconto solenne per diventare una metafora del vissuto quotidiano, dove i vizi umani vengono analizzati con uno sguardo pungente ma divertito.
Le figure deformate e gli scenari bizzarri creano un gioco tra l’umano e il grottesco, portando l’osservatore a riflettere sulla società contemporanea attraverso il filtro della fantasia e del sarcasmo. L’opera si configura quindi come una parodia dolce-amara della realtà, dove la bellezza classica viene “sconvolta” per rivelarne il lato più autentico e umano.







