Descrizione
Il dipinto, contenuto nella mostra “Procopio illustra il mito” (Ascoli Piceno, 2024) cattura lo spettatore con la sua ricca gamma cromatica e la sua atmosfera onirica. Al centro domina Selene, Dea della Luna, raffigurata come un volto etereo e stilizzato, caratterizzato da tratti deformati che creano un gioco tra l’umano e il divino. Sulla sua spalla è appollaiata una piccola civetta bianca con ali dorate, compagna fedele nella notte stellata. La natura celestiale è sottolineata da elementi ricorrenti nella produzione di Procopio: un cielo blu profondo punteggiato da stelle bianche e la presenza di una falce di luna nera sulla gola della divinità, quasi come un gioiello prezioso. La tavolozza presenta un dinamismo cromatico vigoroso che vede l’azzurro dei capelli e il viola del volto contrastare con lo sfondo. I suoi quadri sono spesso descritti come scenografie teatrali in cui i personaggi sembrano vivere in una dimensione sospesa, invitando l’osservatore a uno sguardo attento e riflessivo sulla realtà. L’opera invita a un’evasione onirica, trasformando il mito in una metafora del vissuto quotidiano attraverso la leggerezza del suo segno grafico.







