Trattativa riservata

SENZA TITOLO – CONCETTO POZZATI

Dipinto olio su tela, di cm 70×70 dall’artista padovano Concetto Pozzati, e datato 1970.

COD: 18d7a78b0031 Categoria: Artista:
Descrizione

Descrizione

In questo dipinto di Concetto Pozzati, ritroviamo gli elementi chiave che hanno reso l’artista una delle figure più originali e intellettuali della Pop Art italiana. L’opera si distingue per un linguaggio visivo che mescola ironia, citazionismo e una rigorosa costruzione geometrica. Al centro della scena campeggiano due figure bianche, un adulto e un bambino, rese come sagome negative. Questa tecnica della “sottrazione” è ricorrente in Pozzati e serve a trasformare soggetti quotidiani in icone universali e quasi spettrali.
Lo Sfondo “Puntinista”: Le figure sono immerse in un fitto tappeto di pennellate verdi, brevi e materiche, che suggeriscono una siepe o un prato. Questo contrasto tra il realismo gestuale del fondo e l’astrazione piatta delle figure crea una tensione visiva tipica delle sue composizioni “scomposte”.
Pozzati non è un artista pop nel senso americano del termine; la sua è una “Pop Art colta”. L’opera esplora l’alienazione dell’uomo contemporaneo. La natura (il verde) è onnipresente, ma resa in modo seriale, quasi meccanico, mentre le figure umane diventano contenitori vuoti di simboli predefiniti (la fascia colorata all’interno delle sagome).
Come in molta della sua produzione, c’è un senso di sospensione temporale. Le figure sembrano correre o giocare, ma la loro immobilità cromatica le rende monumenti alla memoria, un tema che Pozzati ha approfondito per tutta la carriera, fino ai suoi ultimi dialoghi ideali con Giorgio Morandi.

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Misure

70×70 cm

Supporto

Tela

Tecnica

Olio su tela

Tipologia

Opera unica

Anno

1970

Artista

CONCETTO POZZATI

Concetto Pozzati fu un'Influente pittore e intellettuale italiano, fu tra i protagonisti della Pop Art e della pittura figurativa contemporanea. Nel 1949 si trasferì a Bologna, città che divenne il fulcro della sua vita artistica e politica, fino al 1955 anno in cui si recò a Parigi per studiare grafica pubblicitaria nell'atelier dello zio, il celebre cartellonista Sepo (Severo Pozzati), un'esperienza che influenzò profondamente il suo stile comunicativo. Pozzati ha affiancato alla produzione artistica una prestigiosa carriera accademica: docente di pittura e direttore dell'Accademia di Belle Arti di Urbino, e docente nelle Accademie di Firenze, Venezia e Bologna; Inoltre, come Assessore alla Cultura del Comune di Bologna negli anni '90, contribuì alla nascita del MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna.
Il suo lavoro è caratterizzato da una riflessione ironica e colta sugli oggetti del quotidiano, spesso isolati su sfondi piatti e monocromi, che richiamano il linguaggio dei media e del consumo.
Nelle sue tele compaiono spesso frutti (pere, mele), pantofole, cappelli o specchi, trattati con un realismo quasi surreale.
Ha esposto nelle più importanti rassegne internazionali, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma, oltre a mostre personali a Parigi, Tokyo e San Paolo.

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