Descrizione
In questo dipinto di Concetto Pozzati, ritroviamo gli elementi chiave che hanno reso l’artista una delle figure più originali e intellettuali della Pop Art italiana. L’opera si distingue per un linguaggio visivo che mescola ironia, citazionismo e una rigorosa costruzione geometrica. Al centro della scena campeggiano due figure bianche, un adulto e un bambino, rese come sagome negative. Questa tecnica della “sottrazione” è ricorrente in Pozzati e serve a trasformare soggetti quotidiani in icone universali e quasi spettrali.
Lo Sfondo “Puntinista”: Le figure sono immerse in un fitto tappeto di pennellate verdi, brevi e materiche, che suggeriscono una siepe o un prato. Questo contrasto tra il realismo gestuale del fondo e l’astrazione piatta delle figure crea una tensione visiva tipica delle sue composizioni “scomposte”.
Pozzati non è un artista pop nel senso americano del termine; la sua è una “Pop Art colta”. L’opera esplora l’alienazione dell’uomo contemporaneo. La natura (il verde) è onnipresente, ma resa in modo seriale, quasi meccanico, mentre le figure umane diventano contenitori vuoti di simboli predefiniti (la fascia colorata all’interno delle sagome).
Come in molta della sua produzione, c’è un senso di sospensione temporale. Le figure sembrano correre o giocare, ma la loro immobilità cromatica le rende monumenti alla memoria, un tema che Pozzati ha approfondito per tutta la carriera, fino ai suoi ultimi dialoghi ideali con Giorgio Morandi.







