Trattativa riservata

SENZA TITOLO – MINO MACCARI

Olio su cartone telato, cm 40×30, dell’artista senese Mino Maccari

COD: fe4b0ffa36a1 Categoria: Artista:
Descrizione

Descrizione

L’opera presentata è un tipico dipinto dell’artista, celebre per il suo stile satirico, graffiante e profondamente radicato nella cultura italiana del Novecento. Il dipinto raffigura una scena di vita quotidiana o di strada, tema ricorrente nella produzione dell’artista. In primo piano domina una figura femminile di profilo, resa con pennellate corpose e tonalità rosate-aranciate, mentre sullo sfondo appare un uomo con cappello e occhiali, dal tratto più sintetico e quasi caricaturale. Maccari utilizza una pennellata energica, veloce e “sporca”, tipica del suo linguaggio espressionista e dell’influenza di correnti come “Strapaese”. La materia pittorica è densa (impasto), stesa spesso su supporti poveri come cartone telato o tavola. La scena è costruita su contrasti cromatici immediati: il blu dei capelli e dello sfondo si oppone ai toni caldi della veste femminile, creando una vibrazione visiva che enfatizza il senso di immediatezza tipico dello schizzo. Maccari è considerato l’anarchico della satira italiana. La sua arte non cerca la bellezza formale o la perfezione accademica, ma punta a smascherare i vizi e le ipocrisie della borghesia attraverso l’ironia e la deformazione grottesca.
In quest’opera, la figura maschile che osserva la donna incarna quel “voyeurismo” o sguardi furtivi che popolano spesso i caffè e le piazze dei suoi dipinti, trasformando un semplice ritratto in una piccola commedia umana. L’ingenuità apparente del tratto nasconde in realtà una colta consapevolezza artistica, capace di catturare l’essenza di un carattere o di una situazione con pochi, decisi tratti di pennello.

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Misure

40×30

Supporto

Cartone telato

Tecnica

Olio su cartone telato

Tipologia

Opera unica

Artista

MINO MACCARI

Mino Maccari è stato un artista poliedrico — pittore, incisore, scrittore e giornalista — e una delle voci più originali, sferzanti e satiriche della cultura italiana del Novecento. Nel 1924 fonda la rivista Il Selvaggio, organo del movimento "Strapaese", che diventerà il principale veicolo della sua arte satirica e anticonformista. Nel 1948 vince il premio internazionale per l'incisione alla Biennale di Venezia. Nel 1962 diventa presidente dell'Accademia di San Luca e nel 1963 riceve il prestigioso Premio Feltrinelli per la pittura.
La poetica di Maccari è indissolubilmente legata alla satira sociale e politica, esercitata attraverso un segno grafico nervoso e una pennellata immediata.
Attraverso Il Selvaggio, Maccari promuoveva un ritorno alle radici rurali e "selvatiche" dell'Italia, in opposizione al cosmopolitismo di "Stracittà" e ai conformismi del regime, che sbeffeggiava con coraggio.
Il suo stile è caratterizzato da un segno violento e vivo, da "osservatore morale" che utilizza il pennello e il bulino come armi per svelare l'ipocrisia. Era celebre per la sua capacità di catturare l'essenza di un personaggio o di una situazione in pochi minuti senza staccare il tratto dal foglio. I suoi soggetti preferiti includono donne formose, ufficiali tronfi, politici corrotti e borghesi mediocri, tutti ritratti con un'ironia che oscilla tra l'epigramma tagliente e il grottesco lirico.

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