Trattativa riservata

SENZA TITOLO – PIERO GUCCIONE

Dipinto olio su tela, cm 75×90, dell’artista Piero Guccione, datato 1950

COD: d9416e4bbb93 Categoria: Artista:
Descrizione

Descrizione

In questo dipinto, l’artista cattura una veduta notturna di Roma durante il suo periodo giovanile nella capitale. L’opera riflette l’influenza del realismo romano di quegli anni, mediata però da una sensibilità atmosferica già molto personale.
Il punto di vista è elevato, probabilmente dalle rampe del Pincio che dominano Piazza del Popolo. Al centro, la presenza di lampioni sferici accesi crea dei globi di luce bianca che punteggiano l’oscurità del fogliame degli alberi, resi con tonalità di verde e blu cupo.
In alto a destra, un disco lunare pallido e velato fa da contrappunto naturale alle luci artificiali della città, un tema quello del “doppio lume” che Guccione esplorerà per tutta la vita.
Sulla destra si intravede la sagoma di un palazzo umbertino, tipico dell’area, mentre in primo piano appaiono figure accennate e una balaustra che definisce lo spazio della terrazza.
Sebbene lontana dai celebri e quasi astratti “mari” degli anni successivi, quest’opera contiene già i germi della sua ricerca futura: Più che la descrizione topografica del luogo, a Guccione interessa la vibrazione della luce nell’atmosfera notturna. Il dipinto si colloca in quella fase in cui l’artista, pur restando fedele alla figurazione, inizia a scomposre le forme in macchie di colore dense e pastose, influenzato dalla lezione di artisti come Ennio Calabria e Renzo Vespignani. Roma non è vista con intento monumentale, ma come un paesaggio dell’anima, silenzioso e sospeso, dove la città e la natura (il Pincio) si fondono in un’unica visione poeti

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Misure

75×90

Supporto

Tela

Tecnica

Olio su tela

Tipologia

Opera unica

Anno

1950

Artista

PIERO GUCCIONE

Piero Guccione è stato un pittore e incisore italiano, considerato uno dei massimi esponenti del realismo lirico contemporaneo e celebre per le sue interpretazioni quasi astratte del mare e del cielo siciliano.
Nato a Scicli, dopo gli studi a Catania si trasferì a Roma nel 1954. Nella capitale entrò in contatto con i pittori neorealisti e, tra il 1966 e il 1969, fu assistente di Renato Guttuso all'Accademia di Belle Arti. Nel 1979 scelse di tornare definitivamente in Sicilia, stabilendosi nella campagna modicana a Quartarella.
È stato il fondatore e l'anima del Gruppo di Scicli, un sodalizio artistico nato negli anni '80 che ha riunito pittori e scultori (tra cui Sonia Alvarez, Franco Sarnari e Carmelo Candiano) accomunati dalla volontà di recuperare una pittura colta e legata al territorio, lontana dalle mode avanguardistiche romane.
La sua pittura è un viaggio verso l'essenziale, caratterizzata da una luce diffusa e colori tenui che sfumano l'uno nell'altro: Il suo tema prediletto è il mare Mediterraneo, spesso ritratto in una calma piatta e metafisica dove la linea dell'orizzonte sembra svanire nel cielo. Le sue opere cercano di catturare il "mistero in piena luce", trasformando paesaggi reali in immagini interiori e spirituali.
Collaborazioni Letterarie: Ha illustrato importanti opere di autori come Stendhal, Verga e Gesualdo Bufalino.
Guccione ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia (ricevendo una sala personale nel 1988) e della Quadriennale di Roma. Nel 2004 è stato insignito della Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte. Le sue opere sono presenti in collezioni prestigiose, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York e il Museo del Novecento di Milano.

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