Descrizione
L’opera è una vivace interpretazione visiva di una delle favole più celebri di Esopo. In questo dipinto, l’artista calabrese trasforma la narrazione morale classica in una scena onirica e grottesca, tipica del suo stile figurativo ironico e surreale. Al centro della scena domina una macchina dalle forme tondeggianti e sproporzionate, su cui viaggiano due figure umane dai tratti caricaturali. I protagonisti della favola sono disseminati nella composizione:
Il gallo, si trova in alto a sinistra, appollaiato su un albero di baobab dalle forme quasi antropomorfe, dove cerca rifugio; La volpe è visibile lungo il tronco dell’albero, intenta a tendere il suo inganno per far scendere il gallo; Il cane, protagonista del “contrattacco” nella favola, è rappresentato graficamente all’interno del veicolo o in prossimità della scena, pronto a intervenire.
L’opera non si limita a illustrare la favola, ma la attualizza inserendo elementi anacronistici come l’automobile. Inoltre Procopio rilegge il tema della scaltrezza e dell’amicizia (il cane che salva il gallo dall’inganno della volpe) con uno sguardo ludico.
La forza del dipinto risiede nella sua capacità di evocare un mondo fantastico dove gli animali e gli uomini condividono lo stesso spazio emotivo. È un’opera che invita al sorriso ma anche alla riflessione sulla natura umana, mascherata dietro le sembianze di una narrazione per bambini.







