Descrizione
Quest’opera è un esempio significativo dello stile della pittrice, caratterizzato da un’atmosfera onirica e da una tecnica materica ricercata. L’opera si distingue per l’uso di una tecnica mista che è il marchio di fabbrica dell’artista, spesso basata sull’impiego di gesso, pigmenti e inserti preziosi come la foglia argento. Il dipinto presenta figure umane abbozzate, quasi eteree, che sembrano emergere da un paesaggio marino o lacustre. Queste figure non hanno tratti definiti, trasformandosi in presenze spirituali o memorie che abitano lo spazio pittorico. La tavolozza è dominata da tonalità pastello vibranti: rosa, azzurri, verdi e gialli si fondono in un gioco di iridescenze. Per la Gubbini, il colore non è solo materia, ma una vibrazione che funge da veicolo per emozioni profonde, permettendo allo spettatore di “viaggiare” attraverso l’opera. La superficie appare ricca e stratificata, con incisioni e sovrapposizioni che creano un senso di profondità e di tempo trascorso, tipico delle sue vedute che spaziano dai paesaggi umbri a visioni astratte.
Il tema centrale della Gubbini è spesso legato al concetto di “viaggio” e alla ricerca di un’essenza spirituale. Le sue opere non cercano la rappresentazione realistica, ma puntano a evocare uno “stato delle idee” o un “luogo e rifugio” interiore.







