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BALLO AL PIANO BAR – ALBERTO SUGHI

“Ballo al piano bar” è un dipinto tempera su cartone, cm 50×70, dell’artista romagnolo Alberto Sughi.

COD: fcc216d5630f Categoria: Artista:
Descrizione

Descrizione

Quest’opera è un tipico esempio del Realismo Esistenziale, corrente di cui Sughi è stato uno dei massimi esponenti in Italia. Il dipinto mette in scena un momento di vita quotidiana “senza eroi”, in primo piano domina la sagoma scura di un pianoforte a coda, dietro il quale siede un pianista intento a suonare mentre fuma una sigaretta. Sullo sfondo, due coppie sono ritratte nell’atto di ballare.
Nonostante la scena rappresenti un momento di svago e socialità, l’atmosfera appare sospesa e carica di una sottile solitudine. Sughi non cerca la celebrazione sociale, ma preferisce indagare l’alienazione e l’incompletezza dei rapporti umani nella società contemporanea.
L’artista utilizza pennellate fluide e una tavolozza cromatica spesso giocata su contrasti tra toni cupi (come il nero del pianoforte e degli abiti maschili) e accenti di colore più vivaci (il vestito verde e quello rosso delle ballerine). Le figure hanno contorni talvolta sfumati, quasi a suggerire una realtà precaria o una visione cinematografica.
Un elemento chiave è l’assenza di un vero contatto emotivo visibile: gli sguardi dei ballerini e del pianista sembrano non incrociarsi mai, sottolineando quel senso di “umanità smarrita” tipico della sua produzione.
In sintesi, l’opera trasforma una banale serata di ballo in una riflessione profonda sulla condizione umana, dove la musica e la danza diventano quasi un rumore di fondo che accentua l’isolamento dei singoli individui.

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Misure

50×70

Supporto

Cartone

Tecnica

Tempera su cartone

Tipologia

Opera unica, pubblicata su catalogo "Le stanze del tempo" (2011)

Artista

ALBERTO SUGHI

Pittore prevalentemente autodidatta, Alberto Sughi ricevette i primi rudimenti tecnici dallo zio e iniziò a esporre nel 1946. A differenza di molti suoi contemporanei, rifiutò l'astrattismo per concentrarsi su una pittura figurativa che esplorava la condizione umana. Le sue opere non cercavano il moralismo sociale, ma ritraevano momenti di vita quotidiana "senza eroi", caratterizzati da un senso di solitudine e alienazione tipico della società moderna. Nel corso della sua carriera, l'artista partecipa alle più prestigiose rassegne d'arte, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma, istituzione di cui fu Presidente nel 1994. Le sue opere sono state esposte in musei internazionali a Mosca, Budapest, Praga e San Paolo. Nel 2011, poco prima della scomparsa, presentò l'opera "Un mondo di freddo e di ghiaccio" al Padiglione Italia della 54ª Biennale di Venezia.

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