Descrizione
Il dipinto, contenuto nella mostra “Procopio illustra il mito” (Ascoli Piceno, 2024) reinterpreta in chiave ironica e surreale la figura mitologica del guardiano degli inferi. Al centro della scena domina il mostruoso cane a tre teste,con fauci spalancate e occhi sbarrati, esprimendo un mix di aggressività e caricatura. Dietro le teste del mostro emerge la figura di Ercole, i cui tratti sono segnati da un’espressività marcata e deformata. La tavolozza è vibrante e prepotente, con uno sfondo rosa intenso punteggiato da bagliori luminosi che accentuano l’atmosfera onirica della scena. La pelliccia delle tre teste presenta diverse trame aggiungendo dinamismo visivo alla composizione. suoi quadri sono spesso descritti come scenografie teatrali in cui i miti classici vengono “attualizzati” attraverso un linguaggio che unisce surrealismo e satira. In “Cerbero”, il mostro cessa di essere una creatura puramente terrificante per diventare una metafora del vissuto quotidiano, dove i conflitti e la ferocia sono smorzati da un tratto giocoso e fumettistico.







