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ELOGIO DEGLI UCCELLI – PINO PROCOPIO

“Elogio degli uccelli” è un’opera acrilico su tela, di cm 40×45, dell’artista Pino Procopio

COD: f72aa71c252f Categoria: Artista:
Descrizione

Descrizione

Questa opera è parte di un importante ciclo pittorico dedicato a Giacomo Leopardi e alle sue Operette Morali. In questo dipinto, Procopio reinterpreta l’omonima operetta leopardiana attraverso il suo caratteristico linguaggio ironico e surreale, trasformando il pessimismo cosmico del poeta in una visione cromatica bizzarra. Al centro siede una figura antropomorfa con la testa di un uccello (un cardellino), avvolta in un’ampia veste rossa. Questo personaggio rappresenta la fusione tra l’uomo e la creatura alata, celebrata da Leopardi come l’unica entità veramente lieta in natura. È colto nell’atto di scrivere su un foglio bianco, evocando la figura stessa di Leopardi che “elogia” queste creature.
In alto a destra, una figura alata fluttua su uno sfondo di spartiti musicali. Questo elemento simboleggia il canto degli uccelli, che per Leopardi è la voce stessa della gioia e della sospensione del dolore. Sulla sinistra spicca una torre a scacchi, tipica dell’iconografia di Procopio, mentre al centro un albero stilizzato ospita vari volatili colorati, sottolineando la varietà e la vivacità della vita che il poeta ammira. L’uso di colori saturi e contrastanti — come il rosso della veste, l’azzurro intenso del cielo e il giallo del sole stilizzato — crea un dinamismo visivo che contrasta con la malinconia tipica dei temi leopardiani. L’artista non illustra il testo in modo didascalico, ma lo “sbeffeggia” amorevolmente. Deforma le proporzioni e umanizza gli animali, trasformando la riflessione filosofica in una scena teatrale e onirica.
Nell’Elogio degli uccelli, Procopio riesce a catturare l’essenza della tesi leopardiana: gli uccelli sono felici perché sono in continuo movimento e il loro canto è un’esultanza spontanea. L’artista traduce questa “lietezza” visivamente, offrendo una via di fuga dal “pessimismo” attraverso l’arte e la fantasia. L’opera si pone come un dialogo tra la letteratura classica e il figurativismo contemporaneo, dove il colore diventa lo strumento per esorcizzare il dolore esistenziale.

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Misure

45×40

Supporto

Tela

Tecnica

Acrilico su tela

Tipologia

Opera unica, pubblicata su catalogo mostra "Giacomo" (2024)

Artista

PINO PROCOPIO

Pino Procopio (Guardavalle, 16 giugno 1954) è un pittore, scultore e illustratore italiano, tra i più importanti figurativisti contemporanei. Inizia gli studi artistici al Liceo Artistico di Catanzaro, per poi completarli a Roma, dove nel 1982 si laurea in Architettura presso l’Università “La Sapienza”.

Nel 2019 il Comune di Ascoli Piceno gli commissiona la realizzazione del Palio della Quintana della storica giostra di agosto; l’anno successivo, il Comune e i Musei Civici di Ascoli Piceno, con il patrocinio della Regione Marche, allestiscono una sua mostra personale presso il Palazzo dei Capitani del Popolo.

Nel 2021, con il patrocinio della Regione Marche e del Comune di Recanati, è invitato a esporre in una mostra personale dedicata alla figura del poeta Giacomo Leopardi, presso l’aula magna del palazzo comunale di Recanati.

La sua qualità più distintiva è l’ironia, con cui riesce a arricchire la realtà di dettagli capaci di rendere l’ordinario insolito. Le figure che popolano le sue tele rappresentano la vita attraverso una lente deformante, creando un gioco fiabesco e sorprendente tra l’umano e l’animale. Il mare e gli animali sono elementi ricorrenti nelle sue opere, diventando simboli e racconti autonomi all’interno dell’universo della tela: una vera festa per gli occhi, i sensi e la fantasia.

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