Trattativa riservata

SENZA TITOLO – RICCARDO LICATA

Dipinto olio su tela, formato cm 51×64, dell’artista Riccardo Licata, uno dei maggiori interpreti dello Spazialismo veneziano.

COD: aa49fb3ea32d Categoria: Artista:
Descrizione

Descrizione

In questo dipinto ritroviamo l’essenza della sua ricerca artistica: la creazione di un alfabeto immaginario composto da segni e grafie che fluttuano nello spazio.
Il quadro è strutturato su un’impaginazione che ricorda la partitura musicale o un antico manoscritto, temi cari all’artista per il loro legame con il ritmo e la memoria.
La superficie è ricoperta da una fitta trama di segni geometrici (triangoli, linee, punti) che non hanno un significato letterale, ma servono a trasferire sulla tela le percezioni e gli stati d’animo dell’autore.
L’opera è divisa orizzontalmente in due sezioni principali da una linea blu. La parte superiore è a sua volta bipartita, creando dei “campi” di colore che isolano gruppi diversi di simboli, mentre la parte inferiore presenta un reticolo più uniforme di segni gialli su un fondo grigio-verde.
Licata utilizza una tavolozza delicata, giocata sui toni del giallo ocra, dell’azzurro e del verde salvia, che conferisce all’insieme un’atmosfera lirica e sospesa.
L’arte di Licata si pone al confine tra pittura e scrittura. I suoi segni non sono decorativi, ma seguono un ritmo visivo simile a una battuta musicale. Il colore non riempie semplicemente le forme, ma agisce come il silenzio tra una nota e l’altra, creando profondità e distanza. Attraverso questo codice “non decifrato”, Licata invita lo spettatore a un’interpretazione libera e onirica, trasformando la tela in una magia visiva che si rinnova a ogni sguardo.

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Misure

51×64

Supporto

Tela

Tecnica

Olio su tela

Tipologia

Opera unica

Artista

RICCARDO LICATA

Pittore, incisore e mosaicista italiano, Licata divenne celebre per aver creato un linguaggio visivo unico basato su una sorta di "scrittura immaginaria".
Nato a Torino, si trasferì presto a Venezia, città che segnò profondamente la sua estetica. Nel 1957 vinse una borsa di studio del governo francese e si stabilì a Parigi, dove divenne assistente di Gino Severini alla Scuola d'Arte Italiana. La sua carriera si divise per decenni tra la Laguna e la capitale francese, insegnando incisione all'Accademia di Belle Arti di Venezia e all'École des Beaux-Arts di Parigi.
Licata è noto per aver abbandonato la figurazione tradizionale a favore di una grafia astratta:
Le sue opere sono popolate da segni, simboli e "lettere" inventate che si rincorrono sulla tela o sul mosaico come in uno spartito musicale;
Ha applicato questo alfabeto simbolico a diverse tecniche, diventando uno dei massimi esperti mondiali di mosaico moderno, oltre che un raffinato incisore e scenografo.
Ha partecipato a numerose edizioni della Biennale di Venezia (la prima nel 1952) e della Quadriennale di Roma. Le sue opere sono esposte in oltre 300 musei nel mondo, tra cui il Centre Pompidou di Parigi, il MoMA di New York e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

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