MINO MACCARI

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Mino Maccari è stato un artista poliedrico — pittore, incisore, scrittore e giornalista — e una delle voci più originali, sferzanti e satiriche della cultura italiana del Novecento. Nel 1924 fonda la rivista Il Selvaggio, organo del movimento "Strapaese", che diventerà il principale veicolo della sua arte satirica e anticonformista. Nel 1948 vince il premio internazionale per l'incisione alla Biennale di Venezia. Nel 1962 diventa presidente dell'Accademia di San Luca e nel 1963 riceve il prestigioso Premio Feltrinelli per la pittura.
La poetica di Maccari è indissolubilmente legata alla satira sociale e politica, esercitata attraverso un segno grafico nervoso e una pennellata immediata.
Attraverso Il Selvaggio, Maccari promuoveva un ritorno alle radici rurali e "selvatiche" dell'Italia, in opposizione al cosmopolitismo di "Stracittà" e ai conformismi del regime, che sbeffeggiava con coraggio.
Il suo stile è caratterizzato da un segno violento e vivo, da "osservatore morale" che utilizza il pennello e il bulino come armi per svelare l'ipocrisia. Era celebre per la sua capacità di catturare l'essenza di un personaggio o di una situazione in pochi minuti senza staccare il tratto dal foglio. I suoi soggetti preferiti includono donne formose, ufficiali tronfi, politici corrotti e borghesi mediocri, tutti ritratti con un'ironia che oscilla tra l'epigramma tagliente e il grottesco lirico.

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