Descrizione
L’opera ritrae un volto femminile enigmatico, un tema ricorrente nella produzione di Galliani. Spesso queste figure sono immerse in atmosfere celesti, circondate da cieli stellati o universi lontani. Sulla fronte del soggetto sono visibili dei segni in rosso, simili a baci o simboli. Questo utilizzo del colore rosso (spesso pigmento o sanguigna) su una base di grafite nera è una cifra stilistica distintiva dell’artista. La tecnica si basa sull’uso sapiente di linee e chiaroscuri per creare figure che sembrano emergere dal buio o smaterializzarsi in esso. Il ritratto femminile è l’archetipo della bellezza secondo Galliani: una figura enigmatica che sembra affiorare da un’oscurità cosmica. Gli occhi socchiusi e l’espressione assorta richiamano una dimensione di meditazione profonda.
Le due foglie rosse sulla fronte, potrebbero essere interpretati come dei “tatuaggi spirituali”, che riportano al legame con l’elemento naturale, o simboli di una “sacralità” laica che interrompe il rigoroso bianco e nero della grafite.
Lo sfondo punteggiato di stelle inserisce il volto in una “poetica celeste”. Il volto non è solo un ritratto umano, ma diventa un pezzo di universo, un ponte tra la terra e l’infinito.
Galliani utilizza una tecnica straordinaria che mescola il disegno monumentale a matita, grafite o carboncino con inserti in pigmento rosso. La superficie suggerisce un’opera dove il chiaroscuro crea una morbidezza che ricorda lo “sfumato” leonardesco.







