Trattativa riservata

ANCORA NUOVI FIORI – OMAR GALLIANI

“Ancora nuovi fiori” è un’opera matita e tempera su tavola, di cm 100×100, dell’artista emiliano Omar Galliani.

COD: a228ee1d78ef Categoria: Artista:
Descrizione

Descrizione

L’opera ritrae un volto femminile enigmatico, un tema ricorrente nella produzione di Galliani. Spesso queste figure sono immerse in atmosfere celesti, circondate da cieli stellati o universi lontani. Sulla fronte del soggetto sono visibili dei segni in rosso, simili a baci o simboli. Questo utilizzo del colore rosso (spesso pigmento o sanguigna) su una base di grafite nera è una cifra stilistica distintiva dell’artista. La tecnica si basa sull’uso sapiente di linee e chiaroscuri per creare figure che sembrano emergere dal buio o smaterializzarsi in esso. Il ritratto femminile è l’archetipo della bellezza secondo Galliani: una figura enigmatica che sembra affiorare da un’oscurità cosmica. Gli occhi socchiusi e l’espressione assorta richiamano una dimensione di meditazione profonda.
Le due foglie rosse sulla fronte, potrebbero essere interpretati come dei “tatuaggi spirituali”, che riportano al legame con l’elemento naturale, o simboli di una “sacralità” laica che interrompe il rigoroso bianco e nero della grafite.
Lo sfondo punteggiato di stelle inserisce il volto in una “poetica celeste”. Il volto non è solo un ritratto umano, ma diventa un pezzo di universo, un ponte tra la terra e l’infinito.
Galliani utilizza una tecnica straordinaria che mescola il disegno monumentale a matita, grafite o carboncino con inserti in pigmento rosso. La superficie suggerisce un’opera dove il chiaroscuro crea una morbidezza che ricorda lo “sfumato” leonardesco.

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Misure

100×100

Supporto

Tavola di pioppo

Tecnica

Matita e tempera su tavola

Tipologia

Opera unica, pubblicata su catalogo "L'eco della Sibilla" (2023)

Artista

OMAR GALLIANI

Omar Galliani è uno dei più grandi interpreti contemporanei della tradizione rinascimentale italiana, tanto da essere definito da molti il “Leonardo da Vinci vivente”. Nelle sue tavole, le donne del nostro tempo sono circondate da un’aura di preziosa bellezza e spiritualità.

La tecnica, che si esprima attraverso matita o pastello, si adatta alla morfologia del legno, creando un intreccio di linee, graffi e sfumature. L’immagine emerge così all’improvviso, eterea, come un’essenza al tempo stesso persistente e impalpabile. Con oltre 170 cataloghi dedicati alle sue mostre personali, l’artista ha esposto in diverse edizioni della Biennale di Venezia e in numerosi contesti internazionali: dalle principali città italiane ed europee (Gran Bretagna, Francia, Germania, Portogallo, Ungheria, Repubblica Ceca) fino ai grandi poli artistici mondiali, come San Paolo in Brasile, Tokyo e Osaka in Giappone, New York negli Stati Uniti, Pechino, Shanghai e Xi’an in Cina, Mosca in Russia e oltre.

Per Omar Galliani, fare arte non è solo esercizio estetico, ma una vera e propria ricerca filosofica che eleva il disegno a opera totale e autosufficiente, rendendolo il cuore pulsante della creazione. Esponente di spicco degli Anacronisti e del Magico Primario negli anni ’80, ha recuperato la sapienza tecnica del Rinascimento, proiettandola in una sensibilità contemporanea e psicologica.

La sua tecnica si fonda sull’uso magistrale di grafite e carboncino, applicati su grandi tavole di legno di pioppo. La scelta di questi materiali richiama una profonda connessione con la materia organica e con la natura: la grafite, origine del diamante, e il legno, derivato dall’albero. Un altro aspetto rilevante della sua poetica è il dialogo con la filosofia cinese e i suoi simboli: nelle sue opere compaiono spesso draghi, o parti di essi come gli artigli, emblemi di energia creativa e innovazione.

La sua tecnica si sviluppa attraverso un “tratteggio infinito” che satura il supporto ligneo, cercando di oscurare la luce naturale del pioppo per far emergere le forme dal buio. Questo processo, spesso definito “Opera al Nero”, conferisce alle sue opere una profondità quasi metafisica. Pur prediligendo il bianco e nero, Galliani non rinuncia all’uso del colore, come nei pastelli su tavola della serie “blu oltremare”.

Vai alle opere di OMAR GALLIANI