Trattativa riservata

INCONTRI AD ORIENTE – PAOLO GRIMALDI

“Incontri ad oriente” è un’opera acrilico su tavola, di ⌀ 22 cm, dell’artista umbro Paolo Grimaldi.

COD: 7040e3b248e3 Categoria: Artista:
Descrizione

Descrizione

L’opera si inserisce nel solco della pittura colta e visionaria di Grimaldi, caratterizzata da diversi elementi chiave, come le architetture fantastiche, edifici resi con geometrie pulite ma insolite, richiamando un’atmosfera sospesa tra il medioevo umbro e la pittura metafisica. La presenza di un vulcano fumante sullo sfondo e di un faro in primo piano suggerisce una riflessione sul tempo e sul contrasto tra natura ed elementi artificiali.
Il formato circolare accentua il carattere contemplativo e quasi “cosmico” della scena, racchiudendo il borgo in un mondo protetto e autonomo.
L’uso sapiente del colore, unito alle velature e alla foglia d’oro, conferisce all’opera una luminosità interna e una dimensione spirituale, tipica della ricerca dell’artista triestino che guarda alla lezione di maestri come Giotto e Piero della Francesca. In questo lavoro, Grimaldi trasforma il paesaggio reale in un paesaggio dell’anima. Il silenzio che avvolge le architetture e l’uso di prospettive “impossibili” creano un senso di straniamento, invitando l’osservatore a una meditazione silenziosa. L’opera non rappresenta un luogo geografico specifico, ma un “altrove” dove la storia dell’arte classica si fonde con la sensibilità contemporanea, rendendo l’antico nuovamente attuale attraverso una materia densa e preziosa.

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Misure

⌀ 22

Supporto

Tavola

Tecnica

Acrilico e oro su tavola

Tipologia

Opera unica

Artista

PAOLO GRIMALDI

Paolo Grimaldi, fin dalla più tenera età, scopre il fascino dell’arte grazie a suo padre, editore di libri d’arte e di preziose monografie sui grandi Maestri dell’École de Paris. Durante i viaggi in Europa, negli studi degli artisti e nei musei, il giovane Paolo sviluppa una sensibilità raffinata verso l’arte.

Inizia così un genuino amore per il disegno, copiando Andrea del Sarto, detto “Andrea senz’errori” per la sua perfezione, il Perugino e Dürer per le sue incisioni.

Le visite alle città medievali, i percorsi ideali d’arte di Pinturicchio, Giotto, Piero della Francesca e i Lorenzetti, e la creazione di composizioni architettoniche in cui memoria e sogno convivono con realtà e apparenza, contribuiscono a forgiare il suo stile distintivo. L’uso della foglia d’oro adorna queste costruzioni svettanti, invitando lo spettatore a tendere lo sguardo verso l’alto, in un contatto simbolico con il divino.

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