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MONOTIPO (FIORI ROSSI) – MARIO LUPO

“Monotipo (fiori rossi)” è un dipinto olio su tela, di cm 40×30, dell’artista Mario Lupo

COD: d2b5e55e5680 Categoria: Artista:
Descrizione

Descrizione

Il dipinto raffigura un mazzo di fiori, con petali rosso-arancio e centri gialli, in un vaso rotondo. L’artista ha utilizzato uno stile espressivo e materico, dove l’attenzione si concentra sulla resa della consistenza dei fiori e dello sfondo. I contorni sono delineati da tratti neri rapidi ed espressivi, conferendo un senso di movimento e immediatezza. Mario Lupo ha spesso utilizzato la natura come guida per i suoi sensi ed emozioni, come menzionato nelle fonti che descrivono il suo approccio alle nature morte e ai fiori. La sua pittura è stata descritta come un “diario” emotivo, dove il colore è applicato con una “patina” che prescinde dall’intento realistico.

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Misure

40×30

Supporto

Tela

Tecnica

Olio su tela

Tipologia

Opera unica, pubblicata su catalogo "Qualche miglio di tela olona" (1979)

Artista

MARIO LUPO

Abruzzese di nascita, dopo diversi anni trascorsi ad Ancona, dove si formò artisticamente, Mario Lupo, pittore autodidatta, scelse come residenza definitiva San Benedetto del Tronto, installando il suo studio a Grottammare.

Dal 1954 inizia a tenere mostre e rassegne personali nelle principali città italiane, esponendo anche a New York, Stoccolma, Parigi, Saint-Étienne, Ginevra, Zurigo, Amsterdam, Norimberga e Toronto. Dal 1966 lavora a Grottammare, dove nel 1978 si svolge la sua prima antologica, accompagnata dalla pubblicazione del volume monografico *Qualche miglio di tela olona*, curato da Giovanni Maria Farroni.

Dal suo studio, il Maestro si dedica a descrivere i lenti e assolati giorni dei paesaggi marini, e la resilienza e la dedizione di chi abita quei luoghi. “L’attributo più pertinente che può spettargli è quello di ‘solitario’, anche e soprattutto riferito alla sua pittura, che è priva di ascendenze e di parentele con gruppi o movimenti culturali, ma rappresenta qualcosa di autonomo e di personale [...]” – *Qualche miglio di tela olona*, Giovanni Maria Farroni.

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