Descrizione
Il dipinto, contenuto nella mostra “Procopio illustra il mito” (Ascoli Piceno, 2024) racconta il momento drammatico del mito in cui Orfeo, mosso dal timore e dal desiderio, si volta a guardare la sua sposa, perdendola per sempre. Al centro troviamo Orfeo, raffigurato con un lungo collo e un volto deformato, che tiene in mano una lira rossa, simbolo del suo straordinario talento musicale capace di incantare anche le divinità degli inferi. Euridice è rappresentata con un corpo punteggiato e una fisionomia altrettanto bizzarra, catturando la sua essenza di creatura sospesa tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
Elementi Simbolici: Sullo sfondo compaiono frammenti di spartiti musicali, che sottolineano il potere salvifico e al contempo tragico dell’arte di Orfeo. In basso a sinistra è presente un cane a tre teste, un riferimento caricaturale a Cerbero, il guardiano degli inferi che Orfeo riuscì ad ammansire con il suo canto. La tavolozza è vivace e vibrante, dominata dal blu intenso del mantello di Orfeo che contrasta con i toni caldi e terrosi della scena. Il sole stilizzato in alto suggerisce il ritorno alla luce, un obiettivo tragicamente mancato per un soffio. L’arte di Procopio trasforma il dramma mitologico in una scenografia teatrale popolata da figure fantastiche e deformi, come se fossero riflesse da specchi convessi. In questo dipinto, la tragica mancanza di fiducia di Orfeo viene narrata con una leggerezza pungente che invita alla riflessione senza perdere la sua dimensione fiabesca ed evidenzia la peculiare capacità di Procopio di condire la realtà di dettagli bizzarri ed eccentrici, creando un universo immaginifico dove l’umano e il mostruoso convivono in un dinamismo cromatico vigoroso.







