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MERCATO DI ZARA – MARIO LUPO

“Mercato di Zara” è una china acquerellata su carta, di cm 60×80, dell’artista Mario Lupo

COD: 52069c9eac69 Categoria: Artista:
Descrizione

Descrizione

Il titolo di quest’opera fa riferimento alle aree mercatali che si svolgono sul lungomare Zara, di Giulianova. Lupo, infatti, raffigura diverse figure umane stilizzate sedute intorno a tavoli, intente a conversare. La composizione è dinamica e frammentata, catturando l’atmosfera vivace e informale di un momento conviviale. L’artista fa largo uso della china, che conferisce all’opera una qualità grafica intensa, dove le forme sono abbozzate e suggerite con grande immediatezza e gestualità.
L’opera si inserisce nel filone dei temi sociali e delle scene di vita quotidiana cari a Lupo, che spesso rappresentava momenti di condivisione e lavoro, come i pescatori o le processioni popolari. L’opera evoca un senso di umanità e di vita vissuta di una collettività che pur conducendo una vita modesta, riesce a godere delle proprie gioie.

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Misure

60×80

Supporto

Carta

Tecnica

China acquerellata su carta

Tipologia

Opera unica, pubblicata su catalogo "Qualche miglio di tela olona" (1979)

Artista

MARIO LUPO

Abruzzese di nascita, dopo diversi anni trascorsi ad Ancona, dove si formò artisticamente, Mario Lupo, pittore autodidatta, scelse come residenza definitiva San Benedetto del Tronto, installando il suo studio a Grottammare.

Dal 1954 inizia a tenere mostre e rassegne personali nelle principali città italiane, esponendo anche a New York, Stoccolma, Parigi, Saint-Étienne, Ginevra, Zurigo, Amsterdam, Norimberga e Toronto. Dal 1966 lavora a Grottammare, dove nel 1978 si svolge la sua prima antologica, accompagnata dalla pubblicazione del volume monografico *Qualche miglio di tela olona*, curato da Giovanni Maria Farroni.

Dal suo studio, il Maestro si dedica a descrivere i lenti e assolati giorni dei paesaggi marini, e la resilienza e la dedizione di chi abita quei luoghi. “L’attributo più pertinente che può spettargli è quello di ‘solitario’, anche e soprattutto riferito alla sua pittura, che è priva di ascendenze e di parentele con gruppi o movimenti culturali, ma rappresenta qualcosa di autonomo e di personale [...]” – *Qualche miglio di tela olona*, Giovanni Maria Farroni.

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