Descrizione
L’opera presentata è un tipico esempio della serie dei cieli stellati di Mario Schifano, realizzata prevalentemente tra la fine degli anni ’60 e la metà degli anni ’70. Questi lavori segnano un momento di transizione e sperimentazione nel percorso dell’artista, spesso definiti come “esplosione dei cieli stellati” che segue la fase più minimalista dei “paesaggi anemici”. L’opera raffigura una porzione di cielo notturno popolata da stelle bianche a cinque punte, che sovrasta un paesaggio stilizzato dalle tonalità calde (giallo e arancio).
Schifano utilizza tipicamente smalto e spray su tela o carta intelata. L’uso della bomboletta spray conferisce al cielo blu quel tipico effetto sfumato e “atmosferico”, tipico della cultura Pop di cui Schifano è stato uno dei principali autori in Italia. La scena è divisa orizzontalmente in due fasce principali, separate da un vuoto bianco centrale. Questa struttura richiama la scomposizione dell’immagine televisiva o cinematografica, media che hanno profondamente influenzato l’estetica dell’artista.
A differenza di una rappresentazione naturalistica, le stelle di Schifano non rimandano a una contemplazione lirica del cosmo, ma sono trattate come icone o simboli grafici. Esse riflettono la velocità della visione contemporanea e l’onnipresenza delle immagini mediate dallo schermo. Il contrasto tra il blu vibrante e la terra anemica sottostante crea un paesaggio “mentale”, un’istantanea emotiva più che una veduta reale.







